La farmacia attraverso i numeri: dal bilancio agli indici di performance Parte 2

LA FARMACIA ATTRAVERSO I NUMERI: DAL BILANCIO AGLI INDICI DI PERFORMANCE
FORMAZIONE PER IMPRENDITORI DI FARMACIA
PARTE 2


La farmacia è un’impresa e come tale è assoggettata a rischio d’impresa, per effetto delle leggi di libero mercato (domanda e offerta).

Nel valutare l’intensità e la qualità dell’impiego di risorse (materiali, immateriali e umane), tecnologie e capitali, il farmacista deve anche tenere conto di tre o quattro variabili:
Consumatori (quanto acquistano, cosa acquistano, quanto attendono, da dove provengono, quanti sono fidelizzati,..)
Concorrenza (come si sta muovendo, che prodotti offre, quanti scontrini medi emette in un certo periodo, qual è il livello medio di spesa, quante farmacie aprono/chiudono nell’intorno di 10-15 km,
come variano i prezzi e i fornitori,…)
Ambiente esterno (fornitori, legislazione, territorio, …)
Performance reddituali e finanziarieNon avere un adeguato livello di attenzione a queste variabili avrà come conseguenza basare le proprie strategie manageriali su “scelte di pancia” (quindi non data-driven). La conseguenza diretta è un incremento del rischio d’impresa fuori dai livelli standard.

Alcuni esempi: l’impoverimento delle performance reddituali legate ad un sovra-dimensionamento dell’organico (personale) rispetto alle performance; piuttosto che un eccessivo impatto dei finanziamenti a breve sulla capacità reddituale della gestione caratteristica; o ancora l’effetto negativo di prelievi del titolare o dei soci dalla cassa con effetti diretti poi di impoverimento generale, oltre che di cash-flow, anche sulla parte economico-patrimoniale dell’azienda.


Perché le performance sono così importanti?
Conoscere le proprie performance aziendali permette di conoscere lo stato di salute passato e attuale dell’impresa. Inoltre, permette di effettuare previsioni, ma anche di intervenire peventivamente e tempestivamente nei casi di «crisi».
È necessario quindi adottare strumenti di controllo procedendo con ordine:
 
  1. effettuare un’analisi storica delle dinamiche economiche, finanziarie, patrimoniali da cui dipendono poi tutte le scelte commerciali e organizzative;
  2. creare ed adottare una strategia di breve e medio periodo partendo dall’antefatto (analisi storica dei bilanci), permette di arrivare ad un’analisi aziendale interna (punti forza e debolezza) da correlarla ad una esterna (ostacoli ed opportunità), per arrivare a formulare gli indicatori di performance (kpi’s), da calare alla realtà imprenditoriale e al mercato in cui si opera e quindi definire i budgets (le soglie su cui basarsi per gli investimenti e i disinvestimenti);
  3. quindi, si devono raccogliere le informazioni, che l’impresa è in grado di fornire partendo dai dati aziendali prodotti dall’attività, giorno per giorno, così da poter stimare quanto più oggettivamente possibile i risultati prodotti (consuntivo): queste diventano performance una volta che si sono confrontati con le soglie impostate come indicatori (budget e kpi’s);
  4. una volta creato il “setup” di monitoraggio, le informazioni che si ottengono dai dati raccolti dall’indagine, permettono di offrire un’interpretazione dell’andamento, quindi un giudizio, quando si pongono su un asse temporale in grado di esprimere le tendenze (c.d. trends) confrontabili con le tendenze rilevabili dal mercato (concorrenti, settore, segmento, ecc).
Se questa attività fino a pochi anni fa era più tipica del CFO o dell’amministratore di una società di certe dimensioni, oggi è diventato un obbligo esteso, o meglio dire un dovere, per ciascun imprenditore col D.Lgs 14/2019.
Questa è l’intenzione del decreto: spingere le imprese a costituire dei sistemi di controllo volti a monitorare l’andamento della redditività, dei flussi di cassa e l’indebitamento. Indirettamente quindi ottenere “filiere” più sane (in senso esteso il tessuto economico), attraverso un “autovalutazione” delle performance e l’eventuale denuncia di situazioni di difficoltà per intervenire preventivamente a procedure concorsuali.
Studio Impresa con sede a Verona, negli oltre 20 anni di attività, fianco a fianco delle imprese, ha potuto maturare una specializzazione nei diversi settori: agricoltura, industria, servizi e commercio, tra cui professionisti esperti in consulenza, contabilità e fiscalità delle farmacie. Questo perché vanta un team di oltre 40 professionisti che svolgono un’attività di consulenza direzionale, gestionale, contabile, fiscale, legale e marketing. La nostra mission è contribuire allo sviluppo e al consolidamento delle «organizzazioni Clienti» attraverso la fornitura di servizi professionali integrati e la promozione e gestione di opportunità di sviluppo.
Per questo investiamo ogni anno grande impegno ed energie nell’alta formazione per i nostri collaboratori e proponiamo anche per i nostri clienti dei percorsi mirati per arricchire od aggiornare il bagaglio di conoscenze manageriali indispensabili per la propria attività imprenditoriale.

Gli indicatori (performance) nel D.Lgs  14/2019
L’individuazione di performance e di indicatori nelle aziende è stato fino a pochi anni fa una peculiarità legata a società di certe dimensioni, anche se una buona gestione ne richiedeva l’affronto per tutte le aziende. Con il D.Lgs 14/2019 il legislatore ha voluto spingere le imprese a costituire dei sistemi di controllo volti a monitorare l’andamento della redditività, dei flussi di cassa e l’indebitamento. Indirettamente quindi ottenere “filiere” più sane (in senso più esteso il tessuto economico). Senza qui entrare nel merito, il D.Lgs richiede alle imprese, attraverso un “autovalutazione”, effettuata tramite indicatori (già individuati e proposti dal Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e qui sotto elencati), di anticipare situazioni di difficoltà così da intervenire prima che si creino le condizioni di un default dell’azienda.
 
a. indice di sostenibilità degli oneri finanziari, in termini di rapporto tra gli oneri finanziari ed il fatturato;
b. indice di adeguatezza patrimoniale, in termini di rapporto tra patrimonio netto e debiti totali;
c. indice di ritorno liquido dell’attivo, in termini di rapporto da cash flow e attivo;
d. indice di liquidità, in termini di rapporto tra attività a breve termine e passivo a breve termine;
e. indice di indebitamento previdenziale e tributario, in termini di rapporto tra l’indebitamento previdenziale e tributario e l’attivo.
 
Il confronto  di questi indici con parametri che verranno individuati da un decreto di prossima emanazione indicherà lo stato di pre-crisi che farà scattare una serie di obblighi a cui dovrà attenersi l’impresa.
 
Conclusione
Quanto sopra delineato sono solo appunti per far comprendere come è non solo necessario, ma anche stimolante, per un imprenditore farmacista, approcciare la propria impresa anche da questo punto di vista, Non solo opportuno ma anche necessario vista la tendenza del legislatore a far sì che vengano anticipate situazioni di difficoltà aziendale che rovinano e disturbano la stragrande maggioranza delle imprese sane.

Vai alla parte 1